Quanto costa davvero tenere WooCommerce (caso mid-size)

WooCommerce è gratis. Sul sito ufficiale sì: scarichi il plugin, lo attacchi a WordPress, apri il negozio. Quello che non c’è nel prezzo del core è tutto il resto. Licenze, hosting, tool di spedizione, email transazionali, tracking, qualcuno che tiene in piedi lo stack quando un update fallisce o l’hosting non risponde. Il “gratis” è un mito da contabilità: conta solo la riga software, ignora il TCO (Total Cost of Ownership: non solo cosa spendi per metterlo online, ma anche licenze, infrastruttura e assistenza per tenerlo in piedi)..

Io lavoro su Woo e su Shopify. Scelgo in base al progetto, non per fede. Questo pezzo non è una crociata anti-Woo. È il conto di un mid-size reale, con i numeri che ho visto da vicino.

Quale store sto contando

Parlo di un e-commerce mid-size su cui ho lavorato per anni e su cui continuo a lavorare. Catalogo regolamentato (integratori), non un negozio da duecento SKU e un tema gratis. Circa 55 plugin (il dato che ho usato anche in pubblico). Tema custom, funnel, ricerca, compliance, data layer, shipping, email. Non è “Woo out of the box”. È uno stack che cresce un pezzo alla volta, finché un martedì ti trovi a patchare tre cose insieme.

Se il tuo negozio ha dieci plugin e un part-time, questi numeri non ti riguardano uno a uno. Se stai scalando catalogo, ads e logistica, sì: il pattern è lo stesso.

Il conto annuale, pezzo per pezzo

Parto dalle micro-licenze plugin: circa 4.000 € all’anno. Dentro ci stanno pezzi come Doofinder (1.788 €), FunnelKit (249 €), lo stack YITH, Complianz, Datalayer e altri che da soli sembrano “poco”. Sommati, non lo sono.

Poi l’infrastruttura e i servizi attorno: hosting 770 €, Qapla’ (spedizioni) 1.978 €, RFMCube 717 €, Postmark (email) 1.518 €, Stape 600 €.

Software più infra: oltre 16.600 € all’anno. Non invento riga per riga tutto ciò che chiude il totale: i pezzi sopra sono quelli che pesano e che posso citare senza gonfiare. Il punto non è la lista completa da foglio Excel. È che, a mid-size, la piattaforma “gratis” ti costa già cinque cifre prima ancora di contare chi la tiene viva.

Poi c’è l’assistenza. Non la metto in ore da timesheet: su uno stack così l’ora “teorica” non racconta il lavoro. Update che falliscono, sito che crasha, hosting che non risponde, tracking che si spezza dopo un cambio cookie: nel retainer ci stanno la manutenzione ordinaria e le emergenze. È una voce di bilancio, non un foglio ore. Su un mid-size carico, quell’assistenza ricorrente pesa quanto le licenze, a volte di più. Il preventivo che dice “qualche ora al mese di plugin” sta vendendo un altro oggetto.

Quindi il TCO vero è: software e infra (qui oltre 16.600 €) più assistenza ricorrente. Senza marketing, senza ads, senza magazzino. Solo tenere acceso e ordinato ciò che vende.

Schema TCO annuale: software e infra oltre 16.600 euro da una parte, assistenza ricorrente (update, crash, hosting, emergenze) dall'altra

Cosa conta (e cosa fa rumore)

Il rumore è “Woo è open source, quindi risparmi”. Conta poco se poi paghi Doofinder, Qapla’, Postmark e un’assistenza che include anche il martedì in cui tutto si rompe insieme.

Conta lo stack: quanti plugin, quanto sono accoppiati, quanto ti serve qualcuno di guardia. Conta il tracking: su un catalogo regolamentato claim, consent mode, server-side non sono optional. Conta la logistica collegata al checkout: se Qapla’ o l’equivalente ti tiene legati al flusso ordini, quella riga non sparisce cambiando tema.

Esempio concreto. Doofinder da solo, su questo store, vale quasi 1.800 € all’anno. Non è “un plugin di ricerca”. È UX, ranking interno, conversione. Su Shopify lo sostituisci con un’app. Spesso la paghi comunque. Sposti la riga, non la cancelli.

La distinzione che mi interessa: il costo non è “Woo contro Shopify”. È “quanto stack custom hai costruito sopra la piattaforma”. Woo invita a costruire. Poi quel costruito ha un affitto annuale in licenze e in assistenza.

Confronto onesto con Shopify

Shopify non azzera i costi. Li sposta.

Confronto Woo (55 plugin, update di martedì, assistenza piena) e Shopify (piano Grow, meno superficie, app specialistiche restano): sposti, non azzeri

Piano Grow: circa 1.100 € all’anno. L’assistenza su uno store più snello di solito scende: meno superficie di update WordPress, meno “martedì dello update”, meno pezzi che si pestano i piedi. Non sparisce. Cambia forma.

Le app specializzate le paghi ancora: Klaviyo, Qapla’, Doofinder (o rivali) non diventano gratis perché hai cambiato checkout. Email, spedizioni, ricerca, RFM: restano voci. Quello che tagli davvero, su molti mid-size, è la superficie di manutenzione.

Io non dico “passa a Shopify e risparmi il TCO”. Dico: se il tuo TCO Woo è spinto da stack e da assistenza piena di emergenze, Shopify sposta il peso sul piano più le app. Se il tuo TCO è già fatto di tool esterni obbligati, la migrazione muove meno di quanto ti raccontano.

Quando Woo ha senso (e quando no)

Opinione da progetti, non da whitepaper. Woo ha senso quando ti serve controllo vero sul catalogo, su flussi italiani particolari, su integrazioni che Shopify tratta male o a caro prezzo, o quando il team interno sa già WordPress e il debito tecnico è sotto controllo. Ha senso anche all’inizio, se parti leggeri e non accumuli 55 plugin “perché magari servono”.

Non ha senso (o costa troppo rispetto al beneficio) quando lo store mid-size vive di patch, di micro-licenze che si moltiplicano, e di un’assistenza che è già una voce seria di bilancio. Lì non stai “sfruttando l’open source”. Stai gestendo un prodotto software interno con un CMS davanti.

Distinzione importante rispetto al consiglio generico “migra e basta”: migrare non è un tasto. È catalogo, redirect, tracking, email, shipping, formazione, rischio sul picco. La faccio quando lo stack lo chiede, non quando qualcuno ha letto che Woo è gratis e Shopify è moderno. Il TCO decide. Il comunicato di turno no.

Starter e mid-size non sono lo stesso oggetto

In giro vedi preventivi Woo tra 1.500 e 2.000 dollari per uno starter. Tema, setup base, pochi plugin. È un lavoro vero. Non è lo store di cui sto parlando. Confrontare quel ticket con un mid-size da 55 plugin e anni di stratificazione è come confrontare il costo di una bicicletta con quello di un furgone da consegne. Entrambi hanno ruote. Il TCO no.

Se ti quotano lo starter e tu stai già su funnel, server-side tracking e logistica integrata, stai comprando il pezzo sbagliato del discorso. Chiedi il TCO a dodici mesi: licenze, hosting, tool, assistenza ricorrente (ordinaria e emergenze). Non fermarti a “quanto costa metterlo online”.

Checklist TCO (prima di discutere piattaforma)

Checklist TCO in cinque voci: licenze, hosting e tool, assistenza ricorrente, cosa resta dopo, chi gestisce le emergenze

Prima di litigare su Woo o Shopify, metti sul tavolo:

  1. Somma delle licenze plugin/app ricorrenti.
  2. Hosting e servizi satelliti (email, shipping, tracking, ricerca).
  3. Assistenza ricorrente: cosa include (solo update, o anche emergenze, hosting, tracking).
  4. Cosa resterebbe uguale dopo una migrazione (spoiler: spesso shipping, email, search).
  5. Quanto sei disposto a pagare per non scoprire il crash di domenica sera da solo.

Se la somma delle sole licenze e infra supera già le cinque cifre, e sopra ci metti un’assistenza che non è “due ore di plugin”, il problema non è il download gratis del core. È lo stack.

Se stai valutando una migrazione “per l’AI”, leggi prima i tre ticket (comparire, ads, checkout in chat): WooCommerce, Shopify e cosa conta davvero per l’AI. Non smontare il negozio per un canale che magari non ti chiede di cambiare piattaforma.

FAQ

WooCommerce è davvero gratis? Il core sì. Il TCO di un mid-size no. Su questo store, software e infra superano i 16.600 € all’anno, prima ancora di contare l’assistenza ricorrente. Senza ads e magazzino.

Passando a Shopify azzero i costi fissi? No. Paghi il piano (Grow intorno ai 1.100 €/anno) e di solito riduci la superficie di manutenzione, ma app come Klaviyo, Qapla’ o Doofinder restano. Sposti dove paghi. Non cancelli il bisogno di ricerca, email e spedizioni.

L’assistenza è solo “aggiornare i plugin”? Su un mid-size carico, no. Ordinaria e emergenze stanno nello stesso conto: update che falliscono, crash, hosting, tracking. Se nel preventivo vedi solo “qualche ora di plugin”, chiedi cosa è escluso quando il sito non risponde di domenica.

Se vuoi una lettura onesta del tuo stack (licenze, infra, assistenza, cosa resterebbe uguale dopo un eventuale cambio piattaforma), posso fare un audit costi senza venderti la migrazione a prescindere. Scrivimi da michy.it: portiamo i numeri sul tavolo, poi decidiamo.